DFDS, Girardin lascia la divisione Ferry: interim al CEO Michael Hansen
Mathieu Girardin uscirà dalla guida della divisione Ferry il 14 agosto 2026. DFDS affida l’interim al CEO Michael Hansen e apre la ricerca del successore, mentre il ramo traghetti resta il cuore industriale del gruppo.
DFDS cambia la guida della sua divisione Ferry. Mathieu Girardin, Executive Vice President e capo della divisione, lascerà l’incarico il 14 agosto 2026. Lo ha comunicato il gruppo danese con un investor news diffuso il 7 agosto. Fino alla nomina di un successore, la responsabilità passerà direttamente al CEO Michael Hansen.
La notizia è breve, ma pesa. La divisione Ferry non è un ufficio laterale: è il mestiere storico di DFDS e comprende traghetti, terminal portuali e servizi ferroviari collegati alla rete marittima. Nella stessa comunicazione, la società indica per la divisione ricavi 2025 pari a 17 miliardi di corone danesi, circa 2,3 miliardi di euro al cambio di questi giorni.
Il passaggio è scritto in modo netto nella comunicazione DFDS sul cambio alla guida della Ferry Division: Girardin esce dall’Executive Management Team e Hansen assume l’interim. La ricerca del nuovo capo divisione è già stata avviata.
Una divisione che tiene insieme merci, passeggeri e terminal
Nel linguaggio di DFDS, Ferry non significa solo passeggeri. Dentro ci sono le linee Ro-Ro, cioè navi che caricano semirimorchi e mezzi gommati, le linee Ro-Pax, che portano insieme merci e persone, e i terminal che fanno girare la rete. Le aree citate dal gruppo sono Mare del Nord, Mediterraneo, Manica, Baltico e Stretto di Gibilterra.
Questo spiega perché l’interim venga preso dal CEO e non affidato solo a una funzione di supporto. Una scelta provvisoria, ma centrale. Sulle navi e nei terminal, la catena di comando deve restare leggibile. Per i clienti merci conta la frequenza. Per i passeggeri contano puntualità, assistenza e continuità. Per gli equipaggi conta sapere chi decide, soprattutto quando la compagnia sta ancora correggendo rotte, capacità e costi.
Girardin era arrivato in DFDS nell’ottobre 2022, dopo una lunga esperienza in CMA CGM. Il suo mandato ha coinciso con anni non ordinari per il gruppo: uscita dalla rotta Oslo-Copenaghen, sviluppo nello Stretto di Gibilterra, avvio dei servizi Jersey, nuove linee merci e un lavoro di riassetto nel Mediterraneo. Non tutte queste mosse hanno dato risultati lineari, ma hanno cambiato il perimetro della divisione.
Il cambio arriva durante la transizione del gruppo
Il movimento va letto insieme al cambio al vertice già deciso nei mesi scorsi. Michael Hansen è stato nominato presidente e CEO di DFDS con effetto dal 1 luglio 2026. La società aveva presentato la sua nomina come parte di una transizione verso una redditività più solida, dopo risultati inferiori alle ambizioni in alcune aree.
Nel comunicato di nomina di Michael Hansen a CEO, DFDS indicava come compito di breve periodo il miglioramento della performance finanziaria e, più avanti, lo sviluppo del valore della rete attraverso ottimizzazione operativa e crescita organica. Ora Hansen tiene anche la barra della divisione Ferry, almeno per il periodo di ricerca del successore.
Per una compagnia come DFDS, la parola rete non è un’immagine. Significa navi assegnate a rotte diverse, slot in porto, terminal, autotrasporto, trazione ferroviaria, bunker, equipaggi e contratti merci. Spostare una nave da una linea a un’altra libera capacità in un punto e crea un vuoto in un altro. Tagliare partenze riduce costi, ma può lasciare traffico a un concorrente. Aumentare capacità aiuta le vendite solo se il mercato la riempie.
Il cambio di guida arriva quindi in un punto delicato. Il comunicato non parla di rottura operativa, né annuncia modifiche immediate alle rotte. Dice però che la fase successiva della trasformazione richiede nuove prospettive. È una formula aziendale, ma in questo caso indica una cosa concreta: dopo gli anni dell’espansione e delle correzioni, DFDS vuole un passaggio più misurabile sui risultati.
Che cosa guardare adesso
Per chi lavora nel settore, i segnali da seguire non sono solo i nomi nell’organigramma. Il primo è la scelta del successore: profilo traghetti puro, logistica integrata, finanza operativa o mercato passeggeri. Il secondo è la tenuta delle unità più esposte, a partire da Mediterraneo, Manica e Gibilterra. Il terzo è la continuità delle squadre nei terminal e a bordo.
DFDS resta uno dei grandi operatori europei del traghetto. Proprio per questo, un cambio al vertice della divisione Ferry non resta chiuso a Copenaghen. Si sente nelle priorità di flotta, nei rinnovi, nelle frequenze, nei rapporti con i porti e nei contratti con gli autotrasportatori. La nomina che verrà dirà se il gruppo cerca soprattutto crescita, disciplina dei costi o una mano più vicina alla linea. In mare, spesso, la strategia si capisce prima dagli orari che dalle slide.
Foto di copertina: Bjørn Erik Pedersen — Wikimedia Commons, CC BY 2.5