Mercedes Pinto, 38 nodi alle prove e poi la linea nelle Canarie
Il nuovo fast ferry Ro-Pax di Baleària, 123 metri costruiti da Astilleros Armon a Gijón, ha toccato 38 nodi alle prove di mare. Da giugno lavora tra Tenerife, Gran Canaria e Fuerteventura: 1.200 passeggeri, 425 auto e motori dual-fuel a gas naturale.
Il Mercedes Pinto ha fatto 38 nodi alle prove di mare. Non è la velocità commerciale dichiarata per la linea, che resta 35 nodi. È però un numero che racconta bene la nave: 123 metri di catamarano Ro-Pax, cioè traghetto passeggeri con carico rotabile, costruito in alluminio per portare 1.200 passeggeri e 425 auto.
La fonte del dato è il progettista. Incat Crowther ha scritto il primo maggio 2026 che il Mercedes Pinto, costruito da Astilleros Armon a Gijón per Baleària, ha raggiunto 38 nodi durante le prove in mare, con propulsione e impianti di bordo in linea con le specifiche di progetto.
Quel 38 va letto per quello che è: una punta in prova, non una promessa di orario. La nave lavora su una velocità di servizio di 35 nodi. Ma resta una punta notevole per un Ro-Pax di queste dimensioni. A 35 nodi un traghetto percorre circa 65 chilometri l'ora; a 38 nodi supera i 70. Su tratte corte e ripetute, la differenza fra una nave veloce e una nave molto veloce si vede nei margini: rotazioni, recupero ritardi, finestre di banchina, consumo.
Una nave grande per una rotta corta
Il Mercedes Pinto non è un aliscafo da passeggeri. È un fast ferry capace di caricare auto, camion leggeri e passeggeri su volumi da nave di linea. La scheda tecnica pubblicata dal progettista indica 123,3 metri di lunghezza fuori tutto, 28 metri di larghezza, 21 membri d'equipaggio, quattro motori Wärtsilä 16V31 DF da 9.600 kW ciascuno e quattro idrogetti Wärtsilä WXJ 1500.
La sigla DF sta per dual fuel. In pratica il motore può lavorare a gas naturale liquefatto, il GNL, oppure a combustibile liquido. Non significa emissioni zero. Significa una macchina pensata per cambiare combustibile e per usare, quando disponibile e certificato, gas rinnovabile. Incat Crowther attribuisce alla nave anche la capacità di operare con biometano al 100% o con miscele di idrogeno verde fino al 25%. È una dichiarazione del progettista, non una fotografia di quello che entra ogni giorno nei serbatoi.
La nave è la terza della stessa famiglia dopo Eleanor Roosevelt e Margarita Salas. La parentela conta. Per chi naviga, una serie non è solo marketing: vuol dire equipaggi che trovano impianti simili, ricambi meno esotici, procedure già digerite e un cantiere che corregge il progetto nave dopo nave. Qui le modifiche dichiarate sono soprattutto di bordo: atrio ridisegnato, terrazza poppiera più grande, un ponte passeggeri in più, salone di prua e spazi equipaggio allungati dietro la plancia.
Dalle prove alla linea
Baleària aveva iniziato le prove di mare a Gijón il 22 aprile 2026, con controlli su manovrabilità, velocità, stabilità, motori, energia e navigazione. A maggio la nave è arrivata alle Canarie. Il 4 giugno 2026 Baleària Canarias l'ha presentata e battezzata a Santa Cruz de Tenerife, annunciando che dal giorno dopo avrebbe operato tra Santa Cruz de Tenerife, Las Palmas de Gran Canaria e Morro Jable.
La rotta è quella che nelle Canarie chiamano “tres en línea”: Tenerife, Gran Canaria e Fuerteventura nella stessa maglia. Per una compagnia che ha appena preso posizione nell'arcipelago, mettere lì il fast ferry nuovo non è una scelta neutra. È capacità visibile, con una nave che porta passeggeri, auto e una quota di rotabili dentro una rete dove frequenza e affidabilità pesano quanto il tempo di traversata.
L'investimento dichiarato da Baleària è di 128 milioni di euro. Il numero è utile perché mette ordine nelle parole. Un fast ferry così non è soltanto una nave “più moderna”: è capitale immobilizzato su una linea. Per ripagarsi deve navigare molto, riempirsi bene e stare ferma il meno possibile. La velocità, qui, è una parte dell'economia della nave. L'altra è tutto quello che permette di usarla senza sprecarla: banchine, bunkeraggio, manutenzione, equipaggi, coincidenze con gli altri servizi.
Il punto per chi lavora a bordo
La parte interessante non è solo il record di prova. È l'accoppiata fra taglia e velocità. Un catamarano di 123 metri che lavora a 35 nodi chiede attenzione continua a stabilità, carichi, meteo, manovra e consumi. I quattro idrogetti danno risposta pronta, ma non cancellano la fisica: più velocità significa più energia richiesta, e il conto cresce in fretta quando il mare non è quello del video promozionale.
Per questo il Mercedes Pinto è una notizia da Brogliaccio. Non perché “corre”. Perché mette insieme tre cose che di solito si tirano addosso: capacità da Ro-Pax, velocità da fast ferry e motori dual-fuel. Sulla carta è la nave giusta per un arcipelago. In esercizio, sarà il solito mare a decidere quanto del progetto resta brillante anche a fine turno.
Foto di copertina: Kengu~fiwiki — Wikimedia Commons, CC0