C'è una domanda che torna ogni volta che si mette insieme la cartellina dei documenti prima di un imbarco: quando scade il mio PSSR?

La risposta, da più di un anno e mezzo, è che non scade. E il decreto firmato il 28 luglio scorso dal Comandante generale delle Capitanerie di porto, che riscrive da cima a fondo la parte sugli attestati, tiene ferma quella riga.

Fin qui la notizia buona. Quella meno comoda è che «non scade» non vuol dire «non c'è niente da fare»: qualcosa da fare c'è, dura cinque ore, e il termine è il 31 dicembre 2026.

Dove è scritto che non scade

Il corso di sicurezza personale e responsabilità sociali — Personal Safety and Social Responsibilities, il PSSR del pacchetto base, quello che si fa prima del primo imbarco — è disciplinato in Italia dal decreto direttoriale 4 giugno 2024, n. 760, in vigore dal 1° gennaio 2025. L'articolo 5, ultimo comma, non lascia margini:

Gli attestati rilasciati ai sensi del presente decreto – per effetti di norma internazionale – non hanno scadenza e non sono, pertanto, soggetti a rinnovo periodico.

Il provvedimento del 28 luglio 2026 ha rimesso mano proprio a quell'articolo — nuovi modelli di attestato, categorie di personale ridefinite — e, stando a quanto se ne sa finora, la regola resta quella: niente scadenza, niente rinnovo periodico.

Perché il PSSR no e l'antincendio sì

Non è una gentilezza italiana, è il Codice STCW. La sezione A-VI/1 chiede al marittimo di dare prova, ogni cinque anni, di aver mantenuto le competenze elencate in due tabelle: la A-VI/1-1, tecniche di sopravvivenza personale, e la A-VI/1-2, prevenzione e lotta antincendio. Quelle due, e basta. Il primo soccorso elementare (A-VI/1-3) e la sicurezza personale e responsabilità sociali (A-VI/1-4) non sono nell'elenco: è a questo che allude l'inciso «per effetti di norma internazionale».

Vista dal mestiere, la logica tiene. Infilarsi una tuta d'immersione al buio o maneggiare un autorespiratore sono gesti che le mani dimenticano se non li ripeti; sapere come funziona il ruolo d'appello, quali sono i propri diritti e doveri e come si sta dentro un equipaggio è un'altra cosa, e non arrugginisce allo stesso modo.

E se sulla mia c'è scritta una data di scadenza?

Capita, ed è normale: gli attestati rilasciati con il vecchio decreto del 19 giugno 2001 la scadenza ce l'hanno stampata sopra. Non vanno rinnovati. L'articolo 7 prevede che il centro di addestramento appiccichi sull'attestato esistente un talloncino con una frase sola:

Il presente attestato NON ha data di scadenza così come previsto dall'Art. 7 del Decreto.

Il timbro si mette in occasione del corso di aggiornamento di sopravvivenza e salvataggio o di quello antincendio, base o avanzato: non serve andarci apposta, arriva da sé al primo refresh utile. Il decreto di luglio aggiunge la possibilità di rilasciare direttamente un attestato nuovo, secondo l'allegato E, con numerazione aggiornata.

E se la data «scade» prima che tocchi il turno dell'antincendio? Anche a quello si era pensato: al Port State Control o all'Autorità marittima si esibisce la dichiarazione dell'allegato I. Vale la pena tenerne una copia con i documenti, insieme a tutto il resto che conviene controllare prima di firmare.

La scadenza vera: 31 dicembre 2026

Qui sta la parte che riguarda quasi tutti. Il 1° gennaio di quest'anno è entrato in vigore il decreto n. 2205/2025, che ha adeguato il PSSR italiano alla risoluzione IMO MSC.560(108). Il suo articolo 1 fissa un termine e non lo commenta:

La formazione integrativa (refresh) prevista dal presente Decreto deve essere completata da tutto il personale avente titolo entro il 31 dicembre 2026.

Chi riguarda, in concreto? Chi ha in mano un attestato che non contiene il riferimento esplicito alla risoluzione MSC.560(108), e chi di quel corso ha soltanto la menzione sul libretto di navigazione. Tradotto dal linguaggio dei decreti: praticamente chiunque abbia fatto il PSSR prima del 2026.

Il corso integrativo dura cinque ore e si chiude con un test di dieci domande a scelta multipla, mezz'ora di tempo, superato con sei risposte esatte su dieci. Non è il corso base da rifare: è il pezzo che prima non c'era.

Che cosa c'è dentro quelle cinque ore

Il modulo si intitola «contribuire alla prevenzione e alla risposta alla violenza e alle molestie, comprese le molestie sessuali, il bullismo e le aggressioni sessuali». Dentro ci sono il riconoscimento dei comportamenti, le conseguenze su vittime, autori e testimoni, i fattori che ci contribuiscono — abuso di potere, discriminazione, isolamento, stanchezza, alcol e droghe — le azioni da prendere per intervenire e segnalare, e i principi della risposta informata sul trauma.

Per la stessa riforma il corso base è passato da 18 a 23 ore e la banca dati d'esame da 200 a 240 domande. Chi lo fa oggi per la prima volta se lo trova già dentro: le cinque ore in più sono esattamente quelle.

Che cosa cambia con il decreto di luglio

Il provvedimento del 28 luglio è soprattutto un lavoro di riordino. Ridefinisce le categorie tenute al corso — marittimi iscritti nelle matricole della gente di mare, personale speciale, personale industriale imbarcato, marittimi dell'Unione europea e di Paesi terzi con certificazione riconosciuta —, riscrive l'articolo sugli attestati, aggiorna l'allegato C con la ripartizione dei moduli per figura professionale e manda in soffitta l'acronimo REFPSSR, nato appena sette mesi prima.

Una precisazione doverosa, perché è il genere di materia in cui una riga letta male costa una giornata di corso o un imbarco: alla data di questo articolo il testo integrale del decreto del 28 luglio non è ancora consultabile sul sito della Guardia costiera, e quanto se ne riporta qui viene da una fonte di settore. Il termine del 31 dicembre 2026 e le cinque ore, invece, stanno nero su bianco nel decreto 2205/2025, che chiunque può scaricare e leggere. Prima di prenotare, la telefonata al centro di addestramento resta la mossa più sensata.

Le quattro cose da controllare

  • Prendi in mano l'attestato PSSR. Se ci compare il riferimento alla risoluzione MSC.560(108), sei a posto: quel documento non scade e non va rinnovato.
  • Se il riferimento non c'è — o se del PSSR hai solo la menzione sul libretto di navigazione — ti serve la formazione integrativa: cinque ore, entro il 31 dicembre 2026.
  • Se sull'attestato è stampata una data di scadenza, non è da rinnovare: al prossimo corso di sopravvivenza o antincendio fattelo timbrare, o fatti rilasciare il nuovo modello. Nel frattempo tieni con te la dichiarazione dell'allegato I.
  • Se devi farlo per la prima volta: oggi sono 23 ore in tre giornate, esame di trenta domande e si passa con 21. L'attestato che ti danno, quello, non scade.

Foto di copertina: Annica Grönlund / Alandica Shipping Academy — Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.