La Spagna ridisegna i collegamenti con le Canarie: una nuova rotta diretta fino a La Palma
La Direzione generale della Marina Mercante spagnola ha messo a gara la linea di interesse pubblico Penisola-Canarie. Il punto politico è La Palma: il nuovo servizio dovrà inserirla nell’itinerario senza cambio nave, con almeno una rotazione settimanale.
La Spagna ha rimesso a gara il servizio marittimo di interesse pubblico tra la penisola e le Canarie. Non è solo un rinnovo amministrativo: nel nuovo schema La Palma entra nella linea come scalo da servire senza cambio nave.
La licitazione pubblicata sul Boletín Oficial del Estado il 2 ottobre 2026 riguarda la gestione della linea Penisola-Canarie, expediente 202617320164. La Direzione generale della Marina Mercante indica un valore stimato di 6,084 milioni di euro, una durata di 12 mesi e procedura aperta. Le offerte devono arrivare entro le 10 del 26 ottobre 2026; l’apertura economica è fissata al 3 novembre.
Il contratto copre passeggeri, veicoli al seguito e, se previsto dall’offerta, carico rotabile. Il porto peninsulare non è imposto in partenza: i documenti di gara ammettono Cadice oppure Huelva. La scelta resta al concorrente, ma l’itinerario deve tenere insieme le isole maggiori indicate dal servizio: Gran Canaria, Tenerife, Lanzarote, Fuerteventura e La Palma.
La Palma non come appendice
Il punto nuovo è questo. La Palma non viene trattata come prosecuzione commerciale da raggiungere con coincidenze interne. Deve stare dentro la rotazione della linea di interesse pubblico, senza trasbordo. Per chi viaggia con auto, camion leggero, attrezzature o merci accompagnate, la differenza non è lessico: significa non spezzare il viaggio, non dipendere da un secondo imbarco e non scaricare sul passeggero il rischio della coincidenza.
La frequenza minima prevista è una rotazione settimanale, cioè un viaggio di andata e ritorno ogni settimana. I pliegos tecnici fissano anche una soglia minima di capacità: nave passeggeri e ro-ro, con almeno 400 passeggeri sistemati in cabina e 170 veicoli. Ro-ro vuol dire roll-on/roll-off: veicoli e mezzi gommati entrano e scendono dalla nave sulle proprie ruote, senza gru.
Il calendario indicato per l’avvio è il 1° dicembre 2026. La durata iniziale è di un anno, con possibilità di proroga per altri dodici mesi. Per questo il valore stimato sale a 6,084 milioni: la base annua della gara è 3,042 milioni di euro, non una cifra tonda da tre milioni.
Una clausola nata dopo il vulcano
La richiesta su La Palma ha un precedente normativo preciso. Dopo l’eruzione del 2021, Madrid inserì nel decreto per la ricostruzione dell’isola una regola sui contratti di navigazione Penisola-Canarie: il ministero doveva includere le scale necessarie per collegare La Palma con la penisola e con le altre isole maggiori. È l’articolo 31 del Real Decreto-ley 20/2021 per la ricostruzione economica e sociale di La Palma.
Quella norma non disegna orari, né sceglie l’armatore. Dice però una cosa chiara: la continuità marittima della Palma non può restare solo alla convenienza commerciale del momento. La nuova gara traduce quel principio in un obbligo di servizio: una linea minima, pagata con denaro pubblico, in cui l’isola non resta fuori dal giro principale.
Per gli armatori il bando pesa su più tavoli. Il prezzo conta per il 40 per cento, ma non basta. Le tariffe massime migliorative valgono il 25 per cento. Emissioni di ossidi di azoto, efficienza energetica, qualità del servizio e capacità aggiuntiva completano il punteggio. In pratica, la gara non compra soltanto una nave disponibile: prova a comprare regolarità, capacità e un profilo ambientale misurabile.
Resta da vedere chi presenterà offerta e con quale porto peninsulare. Cadice è la continuità storica più riconoscibile per molte rotte con le Canarie. Huelva, negli ultimi anni, è diventata un’altra porta naturale per i traffici verso l’arcipelago. La scelta inciderà sui tempi terrestri, sulle connessioni stradali e sull’equilibrio commerciale della linea.
La parte che interessa ai marittimi è meno appariscente ma più concreta: una rotazione lunga, con molti scali, tiene insieme orario, bunker, meteo, tempi portuali e riposi. Basta poco perché un servizio settimanale perda cadenza. Il bando può obbligare la rotta; sarà la nave scelta a dire se quella rotta sta in piedi senza diventare una promessa sempre in ritardo.
Foto di copertina: Marc Ryckaert — Wikimedia Commons, CC BY 3.0
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