Vibo Marina, l’ex Civam diventa piazzale per la banchina Bengasi
Il decreto 119 dell’Autorità portuale approva il progetto esecutivo: demolizione del fabbricato ex Civam e nuovi piazzali per la logistica commerciale accanto alla banchina Bengasi. Il bando è stato poi pubblicato il 28 agosto.
Nel porto di Vibo Valentia Marina l’ex Civam non esce di scena come un pezzo di arredo urbano da ripulire. Il decreto 119/2026 dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio lo lega a una funzione precisa: demolire un fabbricato industriale e trasformare l’area in piazzali per la logistica commerciale, in adiacenza alla banchina Bengasi.
Il provvedimento è datato 8 agosto 2026 ed è stato pubblicato all’albo pretorio dal 10 al 29 agosto. Con quel decreto il presidente Paolo Piacenza ha approvato la progettazione esecutiva dell’intervento, identificato dal CUP F47F23000270001. Il testo dell’atto parla di demolizione del fabbricato ex Civam e realizzazione di una nuova area per la logistica commerciale.
La parola chiave è piazzale. Per chi lavora in porto non è un vuoto asfaltato. È spazio operativo: manovra, sosta, deposito temporaneo, accesso alla banchina, separazione dei flussi. Se manca, una banchina può avere acqua e accosto, ma resta corta a terra.
Nel decreto l’intervento non viene presentato come un abbellimento. Era già dentro gli strumenti di programmazione dell’ente: Programma triennale dei lavori pubblici 2026-2028 e Piano operativo triennale 2024-2026. La somma complessiva prevista è di 1,5 milioni di euro.
Che cosa approva il decreto
Il decreto approva la progettazione esecutiva e il quadro economico. L’importo per le lavorazioni è indicato in 1.250.000 euro. A questo si aggiungono 18.500 euro per i piani di sicurezza non soggetti a ribasso. La somma per lavori e sicurezza arriva quindi a 1.268.500 euro. Le somme a disposizione della stazione appaltante valgono 231.500 euro. Il totale torna a 1.500.000 euro.
Il percorso amministrativo era partito prima. Il CUP risulta acquisito il 15 ottobre 2024. Il decreto 226/2024 del 22 novembre 2024 aveva approvato il quadro economico e affidato all’interno dell’ente la progettazione architettonica, individuando l’ingegnere Michele Ditto. Il 16 gennaio 2025, con decreto 6/2025, era stata affidata all’ingegnere Domenico Condelli la componente strutturale.
Il 9 dicembre 2024 il responsabile unico del progetto, l’ingegnere Francesco Celi, aveva indetto la conferenza di servizi sul progetto di fattibilità tecnico-economica. La conferenza si è chiusa con parere favorevole il 23 gennaio 2025. Il decreto richiama anche il passaggio sulla commissione di incameramento ex articolo 49 del codice della navigazione: dalla documentazione storica risulta che le amministrazioni chiamate a valutare l’opportunità dell’incameramento si erano già espresse a favore della demolizione del manufatto.
Il progetto di fattibilità tecnico-economica è stato approvato con decreto 100/2026 del 22 luglio 2026. Il progetto esecutivo è stato trasmesso il 3 agosto 2026, verificato con esito positivo il 5 agosto e validato dal RUP il 6 agosto. Due giorni dopo è arrivato il decreto 119.
Dal decreto al bando
Dopo il decreto, l’Autorità portuale ha pubblicato il bando di gara. Il comunicato del 28 agosto 2026 dice che l’appalto ha valore complessivo di 1,5 milioni di euro, durata di 180 giorni dalla consegna dei lavori e termine per le offerte alle 12 del 5 ottobre 2026. La stessa nota collega il bando alla fase operativa della demolizione dell’ex Civam.
Questo aggiornamento cambia il tempo del pezzo. Il fatto non è più soltanto l’approvazione del progetto esecutivo del 10 agosto. Al 28 agosto c’è anche la gara. L’obiettivo dichiarato dall’ente è aggiudicare l’appalto e avviare il cantiere entro la prima metà di ottobre.
Il porto di Vibo Valentia Marina ha una funzione mista, commerciale e turistica. L’Autorità portuale descrive i traffici in arrivo come legati soprattutto a carburanti e gas destinati ai depositi costieri e agli stabilimenti della zona. In partenza, indica prodotti industriali dell’area produttiva vicina. Dentro il bacino ci sono banchine destinate a operazioni commerciali, militari e al diporto, fra cui Bengasi.
In questo quadro, l’area ex Civam pesa per posizione. Sta accanto alla banchina che deve servire. Per questo la demolizione non basta a raccontare l’intervento: il punto è che cosa resta al suo posto. Se il cantiere arriva alla consegna, il porto guadagna terra utile dove oggi il decreto e i comunicati dell’ente indicano un fabbricato industriale da rimuovere e un’area da sistemare.
Resta da vedere la parte che interessa davvero agli operatori: come saranno organizzati i piazzali, quali accessi avranno, quali interferenze verranno eliminate e quale traffico potranno reggere senza creare un nuovo collo di bottiglia. Un piazzale portuale si misura così, quando le ruote cominciano a passarci sopra.
Foto di copertina: Laura Brasca — Wikimedia Commons, Public domain