La Turchia conquista un altro ordine italiano: NLG/Aponte ordina a Nova Shipyard un HSC da 655 passeggeri
Nova Shipyard costruirà per Navigazione Libera del Golfo un mezzo veloce in alluminio da 52 metri e 655 passeggeri. Il progetto è italiano, la costruzione va a Tuzla: è il dato industriale che pesa più del comunicato.
Nova Shipyard ha annunciato la firma di un contratto con Navigazione Libera del Golfo per costruire un nuovo mezzo veloce passeggeri in alluminio. Il cantiere turco parla di una unità da 52 metri, progettata dalla società italiana M2Engineers, con capacità per 655 passeggeri e costruzione conforme ai requisiti HSC categoria B.
HSC vuol dire high speed craft, nave veloce. La categoria B non è un’etichetta commerciale: è un requisito regolamentare per unità passeggeri veloci, da leggere dentro il quadro tecnico della certificazione e dell’impiego previsto. Il dato che interessa al bordo, prima ancora della sigla, è questo: 655 passeggeri su 52 metri fanno una nave corta, densa, pensata per rotazioni ravvicinate e tempi stretti in porto.
La fonte primaria disponibile è l’annuncio pubblicato da Nova Shipyard sul proprio profilo aziendale. Il cantiere non indica prezzo, data di consegna, motorizzazione, velocità di progetto, bandiera né classe finale. Questi dati quindi non entrano nel pezzo. Entrano invece i numeri che il costruttore ha messo nero su bianco: 52 metri, alluminio, 655 passeggeri, HSC categoria B, progetto M2Engineers.
La parte italiana resta nel progetto
L’ordine è italiano per armatore e progetto. La costruzione, però, va a Tuzla, nell’area cantieristica di Istanbul. È qui che il fatto diventa più largo della singola nave. Per NLG l’ultimo grande mezzo veloce entrato in flotta era stato il Jumbo Jet, consegnato nel 2021 dal Cantiere Navale Vittoria di Adria. NLG lo presenta nella propria storia come una unità costruita in Italia, capace di portare 700 passeggeri a 28 nodi.
Il confronto non serve a dire che una nave sostituisce l’altra. Serve a misurare la scelta industriale. Nel 2021 una costruzione nuova era rimasta in un cantiere italiano. Nel 2026 il nuovo scafo annunciato da Nova passa invece per un cantiere turco, con ingegneria italiana. Il valore aggiunto non sparisce dall’Italia, ma cambia posto: progetto da una parte, carpenteria, allestimento e consegna dall’altra.
NLG, sul proprio sito, ricorda di essere gestita dalla famiglia Aponte e di operare da oltre 80 anni collegamenti nel Golfo di Napoli, verso Capri, penisola sorrentina e costiera amalfitana, oltre alle Tremiti in Adriatico. La stessa pagina ricostruisce il passaggio dagli anni Ottanta ai monocarena con idrogetto: Capri Jet, Sorrento Jet, Napoli Jet, Amalfi Jet, Ischia Jet, poi Super Jet e le unità successive. È una flotta nata proprio su percorrenze dove la velocità commerciale vale quanto la capacità.
La pagina storica di NLG dice anche che la flotta recente conta monocarena veloci, catamarani e motonavi storiche. È una fotografia aziendale, non un registro navale, ma aiuta a collocare la commessa: non è una nave di rottura rispetto al mestiere della compagnia. È un altro pezzo nello stesso lavoro, quello dei collegamenti passeggeri ad alta frequenza fra porti turistici, banchine strette e stagioni molto concentrate.
La scelta turca pesa sui cantieri italiani
Un ordine solo non fa una tendenza. Però un ordine di questo tipo si guarda con attenzione perché sta nel segmento in cui l’Italia ha ancora nomi, esperienza e cantieri capaci. Si parla di alluminio, mezzi veloci, passeggeri, finiture leggere, idrogetti o comunque apparati pensati per servizio rapido. Non è una petroliera da grande serie. È un prodotto vicino alla tradizione di diversi poli italiani.
La Turchia, in questi anni, si è mossa proprio in quella fascia intermedia: workboat, unità passeggeri, mezzi tecnici, costruzioni in acciaio e alluminio, spesso su disegni esteri. Nova Shipyard si presenta come cantiere specializzato in unità commerciali e da lavoro, non come grande costruttore di traghetti ro-pax. La commessa NLG è quindi utile anche al cantiere: gli dà un nome italiano spendibile nel mercato europeo dei passeggeri veloci.
Per chi lavora a bordo, la domanda pratica arriverà più avanti. Come sarà organizzato l’imbarco di 655 persone su 52 metri? Che spazi avrà l’equipaggio? Quale margine avrà la nave con mare corto nel Golfo? Quali consumi farà sulle linee più tirate? Senza motori, velocità e layout pubblico, oggi non si può rispondere. Si può però dire che il numero di passeggeri è alto in rapporto alla lunghezza e che il servizio per cui nasce non perdona ritardi di manovra, imbarchi lenti o manutenzioni complicate.
La storia aziendale pubblicata da NLG mostra una compagnia costruita sui mezzi veloci molto prima che il termine diventasse buono per i comunicati. La firma con Nova aggiunge una cosa: nel prossimo rinnovo, la rotta industriale non passa tutta dall’Italia. Per una nave passeggeri di 52 metri, oggi basta attraversare l’Adriatico e guardare più a est.
Foto di copertina: Bernard Gagnon — Wikimedia Commons, CC BY 4.0