Filojet, il naufragio da seguire senza inchiodarsi al primo bilancio
Filojet al largo di Girne: i numeri cambiano, ma il punto resta la catena di soccorso, evacuazione e responsabilità dell’equipaggio su un catamarano passeggeri appena partito per Taşucu.
Il primo numero, in un naufragio, invecchia in fretta. Per il Filojet e per chi era a bordo conta di più la sequenza: nave partita da Girne per Taşucu il 30 agosto 2026, acqua a bordo a circa 4 miglia dal porto, richiesta di aiuto, mezzi turchi e nord-ciprioti in zona, evacuazione, feriti avviati agli ospedali, dispersi ancora cercati.
Il bilancio citato nel pomeriggio dal primo ministro nord-cipriota Ünal Üstel era di 237 persone salvate, 7 morti e 23 dispersi, su 259 passeggeri e 8 membri d'equipaggio. Lo stesso dato è nella notizia della Türk Ajansı Kıbrıs delle 16.01 del 30 agosto. Più tardi, secondo il ministro turco dei Trasporti Abdulkadir Uraloğlu, le persone salvate erano 240, i morti 8 e i dispersi 19. È già abbastanza per non inchiodare il pezzo al primo conteggio.
La catena del soccorso
La parte solida, fin dall'inizio, è la chiamata alla catena di soccorso. Il ministero dell'Interno turco ha comunicato che a bordo c'erano 259 passeggeri e 8 membri d'equipaggio e che il Filojet, in navigazione da Girne a Taşucu, aveva iniziato a imbarcare acqua a 4 miglia dal porto di Girne. Dopo l'allarme sono stati mobilitati 4 mezzi navali della Guardia costiera della Repubblica turca di Cipro del Nord e la nave passeggeri Akgünler 3. Dalla Turchia sono partiti altri 5 mezzi navali e 2 elicotteri della Guardia costiera. La Marina turca ha aggiunto 6 unità navali in appoggio.
Qui c'è il punto per chi lavora a bordo. Quattro miglia non sono una traversata. Sono pochi minuti di mare, ma bastano a trasformare un'avaria in evacuazione generale se la falla cresce e la nave perde stabilità. Su un catamarano passeggeri il tempo utile non si misura sul tragitto previsto. Si misura da quando entra acqua a quando le persone sono fuori dai ponti chiusi, con il giubbotto indossato e un mezzo di salvataggio raggiungibile.
La BRTK ha riportato che il ministro nord-cipriota dei Trasporti Erhan Arıklı ha parlato di nave di tipo catamarano, capovolta al largo di Girne, e di intervento immediato di Guardia costiera, Protezione civile, elicotteri, imbarcazioni civili e navi nella zona. Nella stessa giornata la BRTK ha pubblicato il successivo aggiornamento di Uraloğlu, con i 5 mezzi navali e i 2 elicotteri turchi impegnati nella ricerca.
Il bilancio non è una sentenza tecnica
Il Filojet è stato descritto dalle autorità come nave passeggeri su una linea regolare tra Girne e Taşucu. Le cause non sono stabilite. Dire che ha “imbarcato acqua” è un fatto operativo, non una diagnosi. Non dice ancora perché l'acqua è entrata, da dove, con quale progressione, né se la risposta di bordo sia stata corretta.
Per questo le domande giuste vengono prima delle conclusioni. A che ora è stata riconosciuta l'emergenza? Che ordine è stato dato ai passeggeri? I giubbotti erano raggiungibili e indossati prima del capovolgimento? Le porte, le scale e le vie di fuga sono rimaste utilizzabili? Il comandante ha tentato il rientro, l'abbandono nave o entrambe le cose in sequenza? Il centro di coordinamento ha avuto subito posizione, persone a bordo e tipo di emergenza?
Sono domande di mestiere, non curiosità da dopo. In un'emergenza passeggeri la responsabilità dell'equipaggio non è solo condurre la nave. È trasformare una massa di persone spaventate in un'evacuazione possibile. Se il tempo è corto, l'ordine chiaro vale quanto una pompa, e una porta praticabile vale quanto un mezzo in arrivo.
Le responsabilità restano aperte
Arıklı ha dichiarato che saranno esaminate le accuse dei passeggeri, comprese quelle sulle porte chiuse e sul comportamento del comandante. Ha anche parlato di una seconda indagine amministrativa, distinta da quella della polizia, su documenti della nave, idoneità, permessi portuali e misure di sicurezza. Questi passaggi sono importanti perché separano tre piani: il soccorso, l'inchiesta penale e la verifica tecnica-amministrativa.
Il primo serve a salvare. Il secondo cerca eventuali reati. Il terzo deve dire se quella nave poteva partire, con quei passeggeri, su quella rotta, in quelle condizioni e con quelle procedure. Sono piani diversi. Confonderli produce soltanto rumore: un equipaggio può aver soccorso bene dopo un errore precedente, oppure può aver avuto carte in regola e fallire nell'abbandono nave. Lo stabiliscono registri, testimonianze, VDR se recuperabile, controlli di classe e atti portuali, non il numero provvisorio dei morti.
Il Filojet è finito, secondo le autorità nord-cipriote, su un fondale indicato in 514 metri. Questo rende più difficile l'accertamento tecnico sul relitto. Non lo cancella. Sposta il peso sulle registrazioni disponibili, sulle comunicazioni radio, sulle liste di imbarco, sui certificati e sui verbali dei primi soccorritori.
Per chi va per mare, la lezione provvisoria è già scritta a metà. Il bilancio cambierà ancora, e ogni persona mancante pesa più di qualsiasi formula. Ma la verità di bordo comincia prima del conteggio finale: comincia nel minuto in cui qualcuno vede l'acqua, capisce che non è normale e decide che tutti devono saperlo subito.
Foto di copertina: steffen l — Wikimedia Commons, CC BY 2.0