Caronte & Tourist vince in Consiglio di Stato: annullata la sanzione Antitrust. Cosa cambia davvero nello Stretto di Messina?
Dopo oltre quattro anni di contenzioso giudiziario si chiude una delle vicende più importanti degli ultimi anni nel trasporto marittimo italiano. Il Consiglio di Stato ha infatti a…
Dopo oltre quattro anni di contenzioso giudiziario si chiude una delle vicende più importanti degli ultimi anni nel trasporto marittimo italiano. Il Consiglio di Stato ha infatti accolto il ricorso di Caronte & Tourist, annullando la sanzione da oltre 3,7 milioni di euro che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) aveva inflitto nel 2022 per un presunto abuso di posizione dominante nei collegamenti sullo Stretto di Messina. La decisione ribalta la precedente sentenza del TAR del Lazio, che aveva invece confermato il provvedimento dell’Antitrust.
Per il gruppo armatoriale si tratta di una vittoria importante, mentre per il settore dei traghetti la sentenza potrebbe rappresentare un precedente significativo per i futuri procedimenti in materia di concorrenza.
Da dove nasce la vicenda?
Nel marzo 2022 l’AGCM aveva concluso un’istruttoria nei confronti di Caronte & Tourist, contestando alla compagnia di aver applicato prezzi ritenuti eccessivi per il trasporto dei passeggeri con auto al seguito tra Messina e Villa San Giovanni.
Secondo l’Autorità, la società avrebbe approfittato della propria posizione sul mercato dei collegamenti nello Stretto, imponendo condizioni economiche non giustificate.
La compagnia ha sempre respinto le accuse, sostenendo che le proprie tariffe erano necessarie per garantire un servizio continuo, operativo 24 ore su 24 e in qualsiasi condizione meteomarina.
La decisione del Consiglio di Stato
Con la sentenza pubblicata il 22 luglio 2026, il Consiglio di Stato ha riformato integralmente la decisione del TAR, annullando la sanzione e dando ragione alla compagnia.
Secondo quanto emerge dalla decisione, i giudici hanno ritenuto che l’istruttoria dell’Antitrust presentasse carenze nell’accertamento del mercato di riferimento e nella dimostrazione dell’effettivo abuso contestato. In particolare, è stato evidenziato che l’Autorità avrebbe dovuto approfondire maggiormente il livello di concorrenza presente nello Stretto e valutare con maggiore accuratezza le caratteristiche del mercato.
Per effetto della sentenza sono stati annullati i provvedimenti impugnati ed è stata disposta anche la condanna dell’AGCM al pagamento delle spese di giudizio.
Cosa cambia per chi attraversa lo Stretto?
Dal punto di vista pratico, nell’immediato non cambia nulla.
I passeggeri continueranno a viaggiare con gli stessi collegamenti e le stesse modalità operative. La sentenza:
- non modifica le tariffe attualmente in vigore;
- non introduce nuovi operatori;
- non cambia frequenze e orari delle corse.
Si tratta infatti di una decisione esclusivamente giudiziaria, che riguarda la legittimità della sanzione Antitrust e non il funzionamento del servizio.
Una sentenza che potrebbe fare giurisprudenza
L’aspetto probabilmente più interessante riguarda il valore che questa decisione potrebbe avere in futuro.
Il Consiglio di Stato richiama infatti la necessità che, nei procedimenti per abuso di posizione dominante, l’Autorità dimostri in maniera rigorosa sia la struttura del mercato sia l’effettiva presenza di comportamenti anticoncorrenziali.
Per il settore marittimo italiano si tratta quindi di una pronuncia destinata a essere osservata con attenzione anche in eventuali casi analoghi.
Il punto di vista di Brogliaccio.it
Lo Stretto di Messina rappresenta uno dei collegamenti marittimi più strategici del Mediterraneo. Ogni giorno migliaia di passeggeri, pendolari, autotrasportatori e mezzi commerciali dipendono dalla continuità del servizio tra Sicilia e Calabria.
La sentenza del Consiglio di Stato chiude una vicenda iniziata quattro anni fa, ma lascia aperto un tema centrale: come conciliare tutela della concorrenza, sostenibilità economica del servizio e prezzi equi per gli utenti.
Per chi viaggia ogni giorno tra le due sponde non ci saranno effetti immediati. Per il diritto della concorrenza applicato al trasporto marittimo, invece, questa decisione rappresenta un passaggio destinato a essere ricordato.